Applausi e ovazioni i nostri film al lido convincono il pubblico.

Anche il successo di Still Life di Uberto Pasolini in Orizzonti è una bella sorpresa. E’ una storia ispirata a fatti reali, la vicenda di un uomo comune, di quelli che per integrità e dedizione al lavoro rientrano nella schiera degli eroi sconosciuti del quotidiano. Si chiama John May, è un impiegato del Comune incaricato di trovare il parente prossimo di persone morte in solitudine. Prima cerca di dare dignità all’ultimo viaggio dei defunti, poi cerca qualcuno a cui comunicare la notizia della morte. Quando la crisi provoca la chiusura del suo reparto, la vita ordinaria e solitaria di John cambia. Decide di completare il suo ultimo caso, attraversa il paese alla ricerca dei parenti di un certo Billy Stroke, morto anche lui in solitudine.
“Negli ultimi decenni nel mondo si è verificata una graduale frammentazione della società” dice Pasolini, “è scomparso il vicinato, inteso come luogo in cui conoscersi, condividere storie, aiutarsi. Da qui il fenomeno della morte in solitudine.” Il regista, colpito dagli applausi ancor prima dei titoli di coda e dalla standing ovation che lo ha salutato, non ha retto alla commozione, è uscito dalla sala con gli occhi lucidi.

Still Life – La Repubblica
12 settembre 2013

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