Enrico è un fisioterapista con l’hobby della vela, Gemma ama lo sci e suona il violoncello, Felice è capace di meraviglie con la scultura e gioca a baseball, Luca compone al pianoforte e scatta foto panoramiche, Giovanni è un imprenditore che sa godersi il tempo libero, Mario va in canoa, Piero fa il consulente informatico, Claudio e Michela hanno il dono dell’ironia contagiosa, Loredana lavora al centralino del Tribunale e ha buona mira nel tiro con l’arco.
Sono i dieci straordinari protagonisti del nuovo film di Silvio Soldini (Pane e tulipani) e del documentarista Giorgio Garini, e sono tutti non vedenti. Per altri occhi/Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi è il titolo del docu-film che Soldini e Garini, assieme agli interpreti, hanno presentato all’Anteo di Milano e ieri a Roma, e che il 9 ottobre sarà proiettato, via satellite, in 30 sale italiane seguito da un dibattito, condotto da Gianni Fantoni, con la partecipazione della rock-star Gianna Nannini e del campione di vela Giovanni Soldini, in omaggio alla Giornata Mondiale della Vista che si celebrerà il 10 ottobre.
Rovesciando gli incubi del buio in cui il premio Nobel Josè Saramago fa precipitare un’intera comunità nel suo celebre romanzo Cecità, il docu-film di Soldini e Garini segue per 95 minuti il salto della «barriera della vista» da parte dei 10 ciechi e il loro superamento delle limitazioni cui li ha destinati il grave handicap. Evitando i toni commiserevoli degli scontati cliché sull’esistenza infelice di chi subisce la condanna della diversità, i registi ci emozionano raccontando con leggerezza e, talvolta, allegria la vitalità e la determinazione con cui i 10 ciechi affrontano i disagi della loro vita quotidiana, superandoli in maniera gioiosa e vincendo, così, la sfida dell’isolamento. «Non sapevo niente delle problematiche dei ciechi ha spiegato Silvio Soldini -, se non ciò che tutti conoscono. Poi, sono andato da Enrico per alcuni trattamenti e sono rimasto intrigato dalla sua capacità di superare i limiti dell’handicap. Così, sono entrato nel loro mondo per capirne di più. Abbiamo cercato i soggetti che ci piacevano di più e per due anni li abbiamo ripresi cercando di non banalizzare il racconto dei loro problemi».
In Per altri occhi scopriamo la reazione di Felice al divieto impostogli di toccare (per lui, «vedere») il leggendario Cristo Velato di Napoli: ne ha scolpito uno simile nel marmo. Luca cattura con gli scatti i richiami che gli lanciano boschi e valli, Loredana «vede» avvertendo intensamente i profumi intorno a lei, Michela se la ride della diffidenza dei coinquilini che temevano fughe di gas dal suo appartamento. «Abbiamo un bel mazzo di carte e con questo dobbiamo giocare osserva Michela -. Poi, più avanti si vedrà come andrà la partita del superamento dei limiti». Per ora, l’amore per la vita ha fatto sì che i 10 personaggi scelti da Soldini e Garini abbiano accettato la cecità superandone varie limitazioni. Ma la partita sarà davvero vinta quando i portatori di handicap potranno entrare in rapporto costante e spontaneo, privo di ogni diffidenza, con il mondo dei cosiddetti «normali».

Per altri occhi – L’Unità
24 ottobre 2013

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